Buon Compleanno Charles Addams

Come avrete certamente notato, nella giornata di sabato Google ha voluto festeggiare i 100 anni dalla nascita di Charles Addams, il papà della famiglia più mostruosa dei cartoon e lo ha voluto celebrare regalando al pubblico un doodle creato dall’elaborazione di una delle sue fortunatissime tavole in bianco e nero, le prime della quali sono datate 1938.  Sullo sfondo della spettrale magione di famiglia (a proposito a Wesfield, nel New Jersey, dove Addams nacque nel 1912 ne hanno realizzata una eguale) ecco che la famigliola si mostra in tutte le sue mostruose peculiarità; i romantici e appassionati capofamiglia: Morticia e Gomez, zio Fester e poi il maggiordomo che tanto somiglia a Frankestein e i tragici bambini dal pallore cadaverico.

Addams, può essere definito (senza paura d’essere smentiti) un genio che riuscì a rendere incantevole l’illecito, a rivestire di ridicolo la nostra natura oscura e a farci divertire di gusto in un universo così perverso dove anche i giocattoli si suicidano. Perché se una delle caratteristiche della vita odierna è la ricerca del piacere lui non ha fatto altro che invertire il senso della corrente, col risultato che tutti conosciamo anche grazie alla serie tv che negli anni ’60 portò gli Addams alla notorietà mondiale e ai due film degli anni ’90.

Nel 1988, quando Charles Addams morì d’infarto all’interno della sua auto parcheggiata, la moglie fece un’osservazione al NYT che avrebbe potuto essere la didascalia di uno dei suoi cartoni: “E ‘sempre stato un appassionato di auto, quindi è stato un bel modo di andare“. Lui non avrebbe avuto nulla da ridire perché secondo chi lo conosceva era tanto strano quanto lo erano i suoi personaggi (e per giunta animato da diverse fobie). Il suo senso dell’umorismo pare fosse simile a quello di zio Fester, quello che quando va al cinema ride di film che terrorizzano il resto del pubblico. Per le donne, però, aveva buon gusto. Sposato tre volte ebbe storie d’amore con Greta Garbo, Joan Fontaine e Jacqueline Kennedy. Tra i suoi ammiratori anche  il grande Alfred Hitchcock. Non è un caso che nel film Psycho (1960) lo psicopatico Norman Bates abitasse in una casa dallo stile “addamesco”.

Charles Addams è stato in grado di giocare con le paure insite nell’anima umano trasformandole in qualcosa di completamente diverso, ma ha anche il grande e non trascurabile merito, d’averci insegnato a parlare di ciò che ci spaventa e di riderci su. Noi di FAG celebriamo il suo genio ed il suo talento con questo piccolo articolo con la speranza che qualche casa editrice si decida a far arrivare in Italia una raccolta completa delle sue opere che, ne siamo sicuri, andrebbero a ruba.

Lascia un commento

È possibile utilizzare questi tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>