Bottle Fairy

Una sola parola: Sorriso

È questo ciò che suscita la serie in 13 Puntate di Bottle Fairy (Shiki uta bindume yousei) di Yuiko Tokumi. Ma andiamo subito a conoscere i protagonisti o meglio le protagoniste di questa serie molto carina.

Quattro piccole fatine (KURURU – CHIRIRI – HORORO – SARARA) un bel giorno arrivano nel mondo degli umani dentro delle piccole bottiglie con un unico desiderio in mente: diventare umane! Quattro piccole fatine molto unite tra di loro e con 4 caratteri diversi:

Kururu dagli occhi blu color del mare è la più curiosa del gruppo.

Chiriri dagli occhi color oro è la romantica.

Hororo dagli occhi verdi è la timida ma anche sempre affamata forse quella che rispecchia di più il carattere infantile visto che è la più dolce.

Sarara dagli occhi rossi è quella più seria ma sempre decisa come un maschiaccio.

Vanno a vivere a casa di Sensei San uno studente, che diventa il loro modello da seguire e imitare, dove cominciano ad imparare gli usi e i costumi degli umani. Quasi sempre però non capiscono le cose che vedono o gli eventi che li circondano e cercano di capirle a modo loro nel modo più strano e impensabile facendosi aiutare da un piccola bimba delle elementari di nome Tama, che a volte nelle spiegazioni delle usanze alle piccole fatine dimostra di essere impacciata quanto loro. E qui che Bottle Fairy da il meglio di se con le fatine che danno fondo a tutta la loro sfrenata immaginazione per interpretare un usanza, come nell’episodio delle Spose di Giugno davvero assurdo ma divertente.

Ogni puntata rappresenta un mese dell’anno con le sue festività ed eventi tipici giapponesi, come La Cerimonia dell’Inizio della Scuola, La Golden Week che racchiude alcuni giorni di festività, San Valentino e molti altri. Naturalmente vengono idealizzate secondo il loro modo anche quelle parole giapponesi che hanno più significati come la Festa dei Bambini chiamata a volte Tango no Sekku. Ed ecco quindi le fatine a pensare alla parola Tango con Hororo sempre con il pensiero fisso al cibo che pensa al Dango (Gnocchi Dolci), Chiriri che pensa ad un romantico Tango (Il ballo) e così via.

Non mancano anche le piccole citazioni a film famosi come la palla che rotola nel tempio sullo stile Indiana Jones o le pose da Samurai di Sarara, nelle sue interpretazioni di una parola (quasi sempre Battaglia), in stile Kurosawa.

La caratterizzazione dei personaggi cosi come l’animazione è semplice e tutto l’insieme molto colorato il che rende la visione di questo anime davvero gradevole agli occhi. Le musiche sono molto carine che a tratti ricordano i carillon e la storia è scorrevole visto che l’anime è destinato ad un pubblico di bambini, ma non mancherà di strappare dei sorrisi anche a chi bambino non lo è più e permetterà anche di conoscere alcune tradizioni giapponesi restando in uno stato di assoluta tranquillità.

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Un Commento a Bottle Fairy

  • marta  dice:

    sembra una serie interessanta, ma perché serie così fresche ed accattivanti non arrivano mai in Italia

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